Chirurgia Della Cornea e Trattamenti Per il Cheratocono

La cornea è la parte trasparente che si trova davanti alla pupilla e all’iride. Alcune patologie o traumi possono portare alla perdita della trasparenza della cornea tra queste la cornea guttata, la distrofia corneale, l’ulcera corneale, l’abrasione della cornea. In questi casi, se si interviene per tempo tuttavia è possibile con una terapia medica scongiurare la necessità del trapianto, altrimenti è necessario sostituire la cornea danneggiata con un trapianto di cornea.

Una patologia della cornea piuttosto frequente è il cheratocono. Il cheratocono è una patologia progressiva della cornea a carattere ereditario, caratterizzata da una deformazione progressiva della cornea che tende ad assumere la forma di un cono e ad assottigliarsi. Il cheratocono si manifesta più spesso in soggetti giovani, nella seconda o terza decade di vita, ha un’evoluzione individuale e, agli esordi, determina un progressivo peggioramento della qualità visiva dovuta all’instaurarsi di un astigmatismo evolutivo. Negli stadi più avanzati l’apice del cono si può opacizzare e, in casi rari, perforare. Oggi è possibile arrestare il progredire di tale patologia con una tecnica chirurgica chiamata Cross-linking, ossia metodo del “rinforzo corneale mediante intreccio del collagene”. corneaQuesto trattamento prevede l’instillazione di un collirio a base di vitamina B2, o riboflavina, che deve penetrare negli strati intermedi della cornea. Grazie all’azione concentrante della riboflavina, l’irradiazione con raggi UVA porta all’intreccio e al rinforzo del collagene corneale, consolidando la cornea e rendendola più resistente al tentativo di sfiancamento caratteristico del cheratocono. Per consentire alla riboflavina di penetrare è necessaria l’asportazione meccanica dell’epitelio corneale dopo l’instillazione di qualche goccia di collirio anestetico locale. Successivamente alla rimozione dell’epitelio corneale e alla applicazione della riboflavina in collirio, la cornea viene sottoposta ad una irradiazione a basso dosaggio con raggi ultravioletti di tipo A (UVA), della durata di 30 minuti, durante i quali l’applicazione della riboflavina viene ripetuta ogni 5 minuti. Al termine della esposizione ai raggi UVA l’occhio viene medicato con colliri o pomate antibiotiche e chiuso o con bende o con l’applicazione di una lente a contatto terapeutica per circa 3-4 giorni. In alcuni casi si esegue il Cross Linking Transepiteliale che consente di ottenere gli stessi risultati evitando la fase di disepitelizzazione, in questo caso il decorso post operatorio comporta meno discomfort per il paziente. In un certo numero di casi oltre al rallentamento dello sfiancamento, tale trattamento si è dimostrato in grado di ridurre l’astigmatismo presente prima dell’intervento migliorando la visione naturale.

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